....Nel Cristo Dio fatto uomo , troviamo il sostegno per la nostra debolezza e le risorse per raggiungere la perfezione. L'umanità di Cristo ci rimette in piedi , la sua condiscendenza ci prende per mano , la sua divinità ci fa giungere alla méta....


S.Agostino

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giovedì 1 agosto 2013

Grande Oriente e Gustavo Raffi danno consigli alla Chiesa Cattolica e a Papa Francesco

Ecco a voi , una singolare lettera del Gran Maestro del Grande Oriente Italiano , Gustavo Raffi , che scrivendo per la presentazione di un libro "Vaticano Rapace" , espone la sua idea di quello che dovrebbe essere la Chiesa , toccando temi importanti come povertà , spirito del Vaticano II e Papato .
Da notare le lodi sperticate che Raffi fa nei confronti di Papa Francesco , che lasciano attoniti.
Buona lettura

Da www.grandeoriente.it

Carissimo Massimo,

vorrai perdonarmi se non riesco a essere al tuo fianco per confrontarci e parlare chiaro, come siamo
abituati a fare tra uomini liberi, inguaribili laici per i quali l’inferno sono solo le stanze d’acciaio del
pensiero unico. Chiedo alla tua amicizia, che conosce i pensieri del mio cuore, di comprendere e
continuare il nostro dialogo, anche se questa sera avviene a distanza. Ho riflettuto con attenzione sul
tuo libro e in tante pagine ho ritrovato non solo la tua passione di verità, ma tanti percorsi e pensieri
che sono propri di ciascuno di noi, uomini del dubbio che lottano per una vera etica pubblica, la
centralità del cittadino, la denuncia di rendite di posizione che non fanno verità rispetto alla
sofferenza di tanti italiani stanchi di subire privilegi feudali.

Le tue pagine, mai comode per le coscienze assonnate, rimettono in fila tanti temi
importanti: dall’evoluzione della società italiana nel suo rapporto con la Chiesa, alla storia dei
rapporti tra Stato e Vaticano. L’Italia – e tu lo scrivi con chiarezza -è sempre meno un paese di
credenti militanti. I cittadini marcano la loro distanza dalla Chiesa intesa come struttura. E, pur
rimanendo notevole il numero dei credenti, molti non si riconoscono più nella gerarchia
ecclesiastica. E’ il tempo dei cristiani anonimi, come ha scritto un profondo teologo, il gesuita Karl
Rahner. Di fronte a questi dati, tuttavia, sempre più si intrecciano i rapporti tra Stato e Chiesa,
impantanati in una logica di sudditanza che non fa bene né alla democrazia né alla religione, che è
percorso di ricerca e vita spirituale.

Questo pamphlet che, conoscendoti, probabilmente era nato come riflessione sui rapporti tra
Chiesa e partiti, deve farci a lungo compagnia. Ci voleva un Papa gesuita come Francesco per aprire
le porte del Vaticano e far ritornare il kerigma, la bellezza dell’annuncio contro le manovrine curiali
e i girotondi da sacri palazzi. Serve sconfiggere la chiesa dei poteri per far parlare la Chiesa
povertà, fatta di maestri di umanità contro antiche liturgie di privilegi e prebende. Così come
emerge la necessità di una cristianità che sappia guardare oltre la Chiesa. Forse, i veri cristiani oggi
sono senza Chiesa. Questa è la vera “uscita di sicurezza”, come avrebbe detto Ignazio Silone, che
ha scritto un libro magistrale su Celestino V.

Lo spirito del Concilio Vaticano II, quello della Chiesa che cammina con gli uomini del
proprio tempo, è altra cosa rispetto ai calcoli e ai conti correnti intoccabili, ai finanziamenti e alle
pratiche di potere.

Bisognerà vedere se con Francesco il rapporto Stato-Vaticano seguiterà ad essere rapporto
subordinato, grazie al Concordato ed a quel che ne è seguito, oppure se ci sarà una reale separazione
tra queste due realtà. Fa riflettere non poco l’8 per mille che fa pagare a tutti gli italiani quel che in
realtà sceglie solo un terzo dei cittadini, per non parlare delle anacronistiche esenzioni Ici-Imu per
edifici di proprietà della Chiesa adibiti al commercio. Fummo i primi a denunciare questo stato di
cose, costringendo anche chi non voleva aprire gli occhi ad entrare nel dibattito e a prendere
posizione, stanando più di un porporato e obbligandolo a dire parole chiare sulle tasse da pagare in
merito a beni che costituiscono un’ampia fetta del patrimonio immobiliare italiano.

Anche sullo Ior, per restare a uno dei passaggi importanti del tuo saggio, occorre una
decisione seria, soprattutto dopo i documenti e le polemiche che hanno prodotto una crepa
nell’impenetrabile Torre di Niccolo V, sede dell’Istituto opere di religione. Forse il vero banco di
prova di Francesco sarà riuscire a rendere trasparente anche questa realtà. La svolta potrebbe
arrivare entro il 31 luglio, quando lo Ior finirà l'indagine interna sui conti dei suoi clienti. Anche se
tutto questo è Vaticano, non Chiesa.


Gli accenni continui di Bergoglio a una Chiesa cattolica che deve diventare povera, con il
riferimento a Pietro che ‘non aveva un conto in banca’, hanno suonato l’allarme nel torrione dello
Ior. Auspichiamo che si vada a fondo, spezzando i gangli del potere economico curiale e le sue
rendite, sedimentate con la pratica dell’obolo. Allo stesso tempo, gli ammiccamenti delle parti
politiche, più o meno tutte, per strappare benedizioni e parole buone dalla Cei, non sono prova di
maturità di una classe dirigente che corre a fare la fila sotto il colonnato del Bernini invece di
ragionare politicamente rispetto alle grandi scelte da compiere, come sui diritti delle persone di
come vivere e morire.

Non ci si affranca costruendo ponti a nuove baronie interessate a consensi. La libertà del
mercato è altra cosa dai ‘sacri’ caveau vaticani. E in un tempo di grave crisi economica e morale,
sarebbe un bel segnale mettersi in regola con l’antiriciclaggio prima di dare giudizi sulla politica o
sulle scelte della società che viaggia in senso inverso al Vaticano.

“Se la giustizia scompare – scriveva Kant – non ha più valore la vita degli uomini sulla
terra”. Un segno, però, c’è: Papa Bergoglio invita i giovani a non lasciarsi rubare la speranza. Ma
cosa farà la Chiesa domani? Il Tevere ha due sponde, una sola è vaticana. E certo non si rimane
nella storia con la filiera dei gentiluomini di Sua Santità. Si può uscire dalla crisi morale solo
recuperando il senso del “noi”, costruendo una società in cui Stato e Vaticano siano finalmente due
realtà separate che hanno finalità diverse. Ognuna impegnata, secondo le sue finalità, a migliorare la
vita dell’uomo.*

Gustavo Raffi

Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia


*Note di Uomo di Chiesa.

Tramite una lettura superficiale del testo , si potrebbe dire , "Raffi alla fine non ha tutti i torti" , invito alla prudenza e al discernimento delle parole , specie nella parte sottolineata.
Innanzitutto la divisione non va ridotta in maniera "anticlericale" e risorgimentale , tra Stato e Vaticano , bensì tra Stato e Chiesa , gli interventi spesso definiti a "gamba tesa" sono stati necessari per motivi etici ergo pastorali , non per nostalgici desideri di "potere temporale".

Un'altra inesattezza nella chiusura finale va individuata nel ridurre lo Stato e la Chiesa a due realtà con "finalità diverse".
Tale definizione non è soltanto errata agli occhi di un cattolico , ma anche agli occhi di un "giurista",
l'articolo 1 del "nuovo Concordato" recita :

La repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono , ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani , impegnandosi al pieno rispetto di tale principiio nei loro rapporti e alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del paese.

Le finalità della Chiesa e dello Stato , non sono come erronamente sostiene Gustavo Raffi , diverse , ma le stesse :  promozione dell'uomo e il bene del paese.
L'interpretazione che il Grande Oriente dà della laicità e della "separazione Stato e Chiesa" è appunto un'idea massonica , che in nome della laicità , vorrebbe una Chiesa fuori dai giochi , una Chiesa spiritualista , che si occupa dei poveri , ma che non mette bocca sulle vicende etiche o più "materiali". Così facendo la Chiesa , contravvenendo al Concordato , non si preoccuperebbe della promozione dell'uomo , promozione che non solo si esercita mediante la cura e l'assistenza del povero , ma anche facendo si  che lo Stato non adotti leggi e provvedimenti contrari al benessere e al reale progresso dell'uomo.
La mediocre arguzia mostrata da Raffi in questo suo ragionamento , è tale da svelare le aporie della coscienza massonica : da una parte si chiede il rispetto delle diversità e si demonizza il pensiero unico (proposto dalla Chiesa) .
D'altra parte la diversità è condannata e il pensiero unico (del Grande Oriente) viene difeso a tutti i costi , cercando in ogni maniera di azzittire o indebolire tutte quelle voci (in primis quella della Chiesa Cattolica) che renderebbero il pensiero della Massoneria , appunto non unico.